Per chi pianifica una visita a Venezia tra il 9 maggio e il 22 novembre 2026, e ha intenzione di non fermarsi alla sola Biennale, c'è un percorso a tre tappe che permette di attraversare buona parte della scena artistica internazionale del momento. Si chiama Personal Structures – Confluences, è alla sua ottava edizione ed è la grande mostra biennale di arte contemporanea promossa dall'European Cultural Centre Italy, in concomitanza con la 61ª Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia.
L'edizione 2026 si articola su tre sedi distinte: Palazzo Mora, Palazzo Bembo e i Giardini della Marinaressa. 175 artisti da oltre 40 paesi, padiglioni nazionali, un evento collaterale della Biennale, una nuova sezione dedicata al design e una selezione di nomi storici e contemporanei. L'ingresso è libero.
L'edizione 2026 in due righe
Il titolo dell'edizione è Confluences, e racconta il dialogo tra diverse pratiche artistiche, culture ed espressioni creative. A spiegarlo è Sara Danieli, Head of Art di ECC Italy, parlando di "Confluenza intesa come luogo dove le differenze si confrontano e si modificano, generando nuove correnti ed energie". La rassegna è organizzata da European Cultural Centre Italy e co-organizzata da Open Space Venice, con un pool curatoriale composto da Elisa Dallanoce, Sara Danieli, Rachele De Stefano, Lucia Pedrana, Claudia Piovan, Sara Serpilli, Micaela Skerl, Lucia Trevisan ed Elena Volpato. Le anteprime sono in programma giovedì 7 e venerdì 8 maggio 2026.
Prima tappa: Palazzo Mora
Palazzo Mora è probabilmente la sede più stratificata dell'intera mostra: ospita maestri storici, padiglioni nazionali, un evento collaterale della Biennale e una nuova sezione dedicata al design. Vale la pena dedicarci tempo. Vediamo i blocchi principali.
Keith Haring e Kozo, in dialogo. In collaborazione con DTR Modern Galleries, Palazzo Mora ospita un inedito dialogo tra Keith Haring, tra i maggiori esponenti della street art, e Kozo, pseudonimo di Eden Karo (1990), tatuatore surrealista tra i più innovativi del panorama internazionale, capace di combinare la precisione del disegno classico con la cultura pop. Per l'occasione, le nove opere di Kozo sono affiancate da tre lavori di Haring: lo scambio stabilisce un confronto tra rilevanza storica e influenza contemporanea, connettendo generazioni e forme artistiche.
ORLAN tra IA e pittura. Sempre nelle sale di Palazzo Mora si può vedere We Are Inconsolable (2025-2026), la più recente serie di ORLAN (1947), artista francese nota per utilizzare il proprio corpo come materiale artistico. Nella nuova serie, ORLAN trasforma immagini generate dall'Intelligenza Artificiale in interventi pittorici in cui gesti umani e algoritmici convergono.
Palestine Museum US, evento collaterale della Biennale. Tra le presenze istituzionali più significative dell'intera mostra, Palazzo Mora accoglie un evento collaterale della Biennale di Venezia: protagonista è il Palestine Museum US, primo museo palestinese di arte contemporanea in Europa, con sede a Edimburgo. Per l'occasione, il museo presenta Gaza Genocide Tapestry – "___________" * *Gaza – No Words – See the Exhibit, ultimo capitolo del progetto Palestine History Tapestry: 100 pannelli ricamati a mano da donne, che documentano la distruzione in corso di Gaza a partire dall'ottobre 2023. La tecnica utilizzata è il tatreez, la pratica tradizionale di ricamo delle donne palestinesi, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale.
Padiglione di El Salvador. Nelle stesse sale è ospitato il Padiglione di El Salvador, alla sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia. Il debutto avviene con il progetto Cartographies of the Displaced (Cartografie degli esiliati) di J. Oscar Molina, artista salvadoregno-americano, curato da Alejandra Cabezas. Il padiglione esplora migrazione, memoria e identità, concentrandosi sulle comunità sfollate e diasporiche nel mondo, e presenta la serie scultorea Children of the World.
Padiglione delle Seychelles. Sempre a Palazzo Mora si trova il Padiglione Nazionale delle Seychelles alla Biennale di Venezia, rappresentato dall'artista Egbert Marday. La sua cifra spazia dall'intaglio del legno, alla scultura, alla pittura, guidata da una necessità interiore e da un profondo legame con i materiali naturali.
PS Design, la novità dell'edizione 2026. Per la prima volta, Personal Structures dedica una sezione alle pratiche di design contemporaneo: si chiama PS Design ed è ospitata a Palazzo Mora. Espone i progetti di nove designer: Uncommon Creative Studio, Gjertrud Hals, Charlotte Lancelot, Lara Bohinc, A + N Studio, Yiannis Ghikas, Fredrikson Stallard, Special Project e Studio Waldemeyer. In linea con il tema Confluences, le opere selezionate creano atmosfere immersive che esplorano l'intreccio tra funzione, espressione e narrazione, affrontando anche tematiche sociali e tecnologiche e posizionando il design come pratica creativa e critica.
Seconda tappa: Palazzo Bembo
Palazzo Bembo è la sede che, in questa edizione, ospita l'anteprima mondiale più attesa e una serie di Special Projects di alto livello.
JoJo's Bizarre Adventure di Hirohiko Araki, in anteprima mondiale. In collaborazione con l'editore giapponese Shueisha, Personal Structures accoglie JoJo's Bizarre Adventure di Hirohiko Araki (1960), mangaka nipponico conosciuto per il suo stile distintivo, la narrazione immaginativa e l'uso inventivo di moda, anatomia e pose, divenuti iconici nel manga e nella cultura pop mondiale. La mostra ruota attorno a 27 opere, tra litografie, lavori lenticolari con immagini tridimensionali, stampe a colori realizzate con stampa inkjet archivistica e opere monocrome prodotte a stampa piana. Per gli appassionati del genere, una tappa da non perdere.
B-OWND e gli Special Projects giapponesi. A Palazzo Bembo si segnala anche la partecipazione di B-OWND, piattaforma curatoriale e galleria giapponese che declina il tema Confluences attraverso le opere di sette artisti: Art Collective Tea Room, Yoshiaki Imamura, Takahiro Koga, Tomoya Sakai, Kengo Takahashi, Hiromine Nakamura e Tanabe Chikuunsai IV. Il percorso unisce arte, artigianato e pratiche ibride, restituendo uno spaccato della scena giapponese contemporanea.
Unison di Rita Sabo. Sempre nella stessa sede, il progetto speciale Unison di Rita Sabo intreccia quindici culture, in cui passato, presente e futuro coesistono. L'installazione trasforma pittura, scultura, installazione, profumo e suono in un ambiente multisensoriale: una tappa da affrontare a ritmo lento, perché tutta da attraversare con i sensi.
Terza tappa: Giardini della Marinaressa
L'ultima tappa è all'aperto. I Giardini della Marinaressa ospitano una selezione di sculture monumentali pensate per il contesto naturale: una soluzione interessante per chi desidera concludere la visita all'aria aperta, anche dopo molte ore trascorse tra Palazzo Mora e Palazzo Bembo.
Paresh Maity, Equilibrium. L'artista indiano Paresh Maity (1965) presenta Equilibrium, una scultura monumentale in ottone composta da piani lineari e assi verticali che suggeriscono una struttura geometrica. Una presenza che gioca sul contrasto tra il materiale, la sua superficie luminosa, e il verde dei giardini.
Rashid Al Khalifa, Inhabited Crate. L'artista bahreinita Rashid Al Khalifa (1952) presenta invece Inhabited Crate, un'installazione che funziona anche come elemento attivo dell'ambiente circostante, composta da cubi modulari in metallo. È un'opera che modifica il modo in cui si attraversa lo spazio circostante.
Gli ECC Awards 2026
L'European Cultural Centre Italy promuove la nuova edizione degli ECC Awards, che celebrano la ricchezza e complessità dell'arte contemporanea, in linea con la visione curatoriale di Personal Structures – Confluences. Per l'edizione 2026, una giuria internazionale premierà progetti nelle categorie Interpretazione Artistica del Tema: Confluences, Ricerca & Progetto Curatoriale, Progetto Spazio & Contesto, Progetto Interdisciplinare, Pratiche Emergenti; a queste si aggiunge il Premio Speciale Artista come Attivista, selezionato direttamente dal team ECC Italy.
La giuria è composta da Nargess Banks (scrittrice e direttrice editoriale in arte, design e cultura visiva), Jesús Alberto Flores (stratega culturale per artisti emergenti), Rahul Gudipudi (ricercatore, narratore e curatore senior al CARA, Center for Art, Research and Alliances), Euijung McGillis (curatrice assistente alla National Gallery of Canada) e Anouska Phizacklea (direttrice del Museum of Australian Photography e co-presidente del Melbourne Queer Film Festival).
I vincitori saranno annunciati alla chiusura della mostra.
Media partner
Personal Structures è supportata da una rete di media partner, tra cui ArtReview, Ocula, Exibart, Venezia News e Pigment International. La mostra è inoltre segnalata su Dezeen Events Guide.

Pianifica la tua visita
- Mostra: Personal Structures – Confluences (ottava edizione)
- Sedi: Palazzo Mora, Palazzo Bembo e Giardini della Marinaressa, Venezia
- Periodo: dal 9 maggio al 22 novembre 2026
- Anteprime: giovedì 7 e venerdì 8 maggio 2026
- Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, chiuso il martedì
- Ingresso: libero
- Catalogo: in mostra
- Organizzatore: European Cultural Centre Italy
- Co-Organizzatore: Open Space Venice
- Curatori: Elisa Dallanoce, Sara Danieli, Rachele De Stefano, Lucia Pedrana, Claudia Piovan, Sara Serpilli, Micaela Skerl, Lucia Trevisan, Elena Volpato
- In concomitanza con: 61ª Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia
- Sito ufficiale: personalstructures.com
- Social: Instagram, LinkedIn, Youtube, Facebook
Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net.
